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La Fascite Plantare: di cosa si tratta?

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La Fascite Plantare: di cosa si tratta?

La fascia plantare è una struttura legamentosa che collega il tallone alla base delle dita dei piedi. La fasciopatia plantare è una condizione clinica caratterizzata da dolore al tallone che può irradiarsi sino alla pianta del piede. Rappresenta il 25% circa dei disturbi legati al piede negli atleti; la sua frequenza scende al 10% circa se si considera invece la popolazione generale, con un picco di incidenza fra i 40 e i 60 anni di età.

Gli studi scientifici suggeriscono che sia più indicato parlare di “fasciopatia” piuttosto che di “fascite” poichè quest’ultimo termine suggerirebbe una origine infiammatoria del disturbo; si è invece osservato che la componente predominante è degenerativa: la struttura del piede non è in grado di far fronte alle richieste funzionali della Persona e si altera, provocando dolore.

Quali sono i fattori di rischio?

La fasciopatia plantare è un disturbo multifattoriale, ossia più elementi concorrono nella sua insorgenza. Fra i principali ricordiamo:

- Sovraccarico

- Sovrappeso (fattore di rischio più consistente)

- Sedentarietà

- Attività occupazionale che richiede stazione eretta prolungata

- Pregressi traumi al piede o all’arto inferiore

- ….

Lo sperone calcaneare influisce sull'insorgenza della fasciopatia plantare?

Capita spesso che si attribuisca il dolore alla presenza, visibile tramite una lastra, dello sperone calcaneare, ossia una calcificazione localizzata sull’osso del calcagno (tallone). I soggetti con sperone calcaneare hanno sì più probabilità di avere dolori al piede, ma non c’è l’evidenza scientifica ad oggi che sia lo sperone stesso ad essere la causa del dolore, essendo presente anche in una alta percentuale di soggetti asintomatici.

I plantari possono essere utili?

Secondo una revisione sistematica di Rasenberg et al. (2018) le ortesi plantari possono aiutare nel dare sollievo nel breve termine, ma non sono più efficaci del trattamento conservativo (terapia manuale ed esercizi) su periodi più lunghi (3 mesi o oltre). La scelta del plantare deve quindi essere opportunamente valutata dal Professionista anche il relazione alle esigenze della Persona.

In cosa consiste il trattamento manuale?

 Una attenta valutazione permette di capire il motivo principale del disturbo. Se il nostro corpo non è in grado di adattarsi a uno stimolo, ecco che probabilmente il dolore ci fa capire che abbiamo esagerato. Succede per le spalle, per la schiena, per le ginocchia…e anche per la fascia del piede. La soluzione è fermarsi e stare a riposo? Il riposo è indicato solamente in una primissima fase (1-2 giorni), ma poi bisogna iniziare a rinforzare GRADUALMENTE la muscolatura del piede con esercizi specifici per migliorare la sua capacità di adattamento. Questo, unito alla terapia manuale (manipolazioni, mobilizzazioni, tecniche sul muscolo…) e alla promozione di uno stile di vita attivo, potrà eliminare il dolore.

Bibliografia

- Rompe JD. Plantar Fasciopathy. Sports Med Arthrosc 2009; 17(2):100-4

- Moroney PJ, O'Neill BJ, Khan-Bhambro K, O'Flanagan SJ, Keogh P, Kenny PJ. The conundrum of calcaneal spurs: do they matter? Foot Ankle Spec. 2014 Apr;7(2):95-101.

- Rasenberg N, Riel H, Rathleff MS, Bierma-Zeinstra SMA, van Middelkoop M. Efficacy of foot orthoses for the treatment of plantar heel pain: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 2018 Aug;52(16):1040-1046


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